Ceramica

Pezzi unici, mai replicati

Perché scegliere una statuetta in ceramica

La ceramica, altro materiale nobile, viene usata solo per realizzare pezzi unici che non saranno mai replicati e diventeranno pezzi da collezione introvabili.

Quando si parla di creare e creazione è impossibile non pensare alla ceramica. Essa maneggiata con abilità come un gioco di prestigio prende forma nelle mani dell’abile scultore. E’ il materiale più antico, puro e sostenibile che l’uomo ha mai usato per realizzare manufatti tridimensionali. La ceramica è il risultato della lavorazione di argille selezionate e poi cotte a più di 1000 gradi per restare intatte nei secoli. Basterebbe questo per capire che ogni opera creata con questo materiale mantiene già in sè tutta la storia della scultura. Ho deciso di creare con questo bellissimo materiale solo pezzi unici perché possano racchiudere in sè un momento impossibile da ripetere, un’ispirazione, che come un libro aperto, attraverso i tocchi magistrali della lavorazione, fissano per sempre al suo interno il messaggio della creazione.

Sculture in argilla

Per concepire e realizzare delle sculture in argilla bisogna conoscere le sue caratteristiche fisiche e strutturali. La scultura è legata all’argilla, o con altro termine chiamata creta, sin dai tempi antichi. Materiale semplice da trovare, da lavorare, duttile, e dopo cottura di una certa robustezza. Con il termine argilla o creta quindi si identifica quel materiale terroso miscelato con acqua, morbido al tatto, di origine naturale con ottima proprietà di lavorazione plastica.

Immaginiamo quindi di vedere una scultura in argilla sul banco di lavoro di qualche artista, tenuta sempre umida e morbida, ricoperta da stracci bagnati o da una pellicola di plastica. In questo stadio essa si presta alla creazione di moltissime forme e finiture attraverso attrezzi da modellazione, spugne, ma soprattutto, le mani. Procedendo il lavoro nella fase detta “cuoio” la statua ha una consistenza già più dura ma non è ancora completamente asciutta; si possono fare gli ultimi dettagli e la lucidatura di alcune parti con un panno di lana. Conclusa la parte scultorea l’asciugatura è lenta e calibrata rispetto alla temperatura e all’umidità dell’ambiente per non rischiare spaccature o crepe. Una volta asciutta ha però bassissima resistenza strutturale e resta sensibile all’ acqua e all’umidità.

In previsione della cottura che trasformerà la sua statua in argilla in un prodotto più durevole l’artista si è premurato quindi di rispettare alcune importanti regole; non lasciare bolle d’aria interne agli strati di lavorazione, non avere all’interno armature in ferro, avere un limitato e più regolare possibile spessore delle pareti e svuotare il più possibile l’interno nel caso di forme complesse. Anche le dimensioni finali della scultura sono studiate per l’inserimento nel forno e nel caso di grandi dimensioni deve essere pensata suddivisa in vari pezzi che poi saranno riassemblati con colle o gesso. Una volta cotta, la scultura in argilla si chiamerà con un termine generale “terracotta” o “terraglia” che come tutti i manufatti argillosi dopo cottura fa parte della famiglia delle ceramiche.

Sculture in creta

Per l’artista, e lo scultore in particolare, è importante muovere le mani nella materia per trasformarla. Le idee, l’ispirazione, sono pensieri a volte precisi a volte molto fuggevoli. C’è un momento nella creazione artistica che ti sembra di essere in grado di riprodurre esattamente un pensiero e ci si trova invece a lottare disperatamente contro forme che non corrispondono ad esso. Serve respirare a fondo e prendersi il tempo per entrare in empatia con il materiale che si ha di fronte.

Creare sculture di creta mi dà una speciale piacevolezza; nel lavorarla e modellarla per la sua pastosità al tatto mi fa pensare proprio all’essenza e all’origine stessa della nostra Madre Terra. La magnifica sensazione nell’atto creativo di sculture in creta o, senza ambire, di semplici manufatti con questo incredibile materiale, è dovuta, secondo me, al contatto con gli elementi base della vita terrestre. Se ci si pensa infatti si sta lavorando con terra, che si può plasmare grazie all’acqua, che asciuga all’aria, che si può cuocere ai raggi del sole o con una cottura a fuoco. Insomma un senso di completamento mentale tra la materia, l’animo, le sue idee e il ciclo vitale dell’uomo.

È anche una scelta la mia. Quella di lavorare con materiali a basso impatto ambientale. Mi sono trovato nel corso della mia vita artistica a contatto con tantissimi materiali e la sensazione che mi portavo dentro era quella di sprecare qualcosa. Mi sono accorto che personalmente il mio animo andava di pari passo con le sostanze che utilizzavo per le mie creazioni. Siano esse chimiche o semi naturali, mi hanno sempre lasciato sensazioni non gradevolissime. La creta o argilla, invece, mi lasciavano sempre sensazioni che avrei voluto ripetere affondando le mani in essa e tradurre in realtà più facilmente i miei pindarici voli. Essa mi rende più leggero dentro e la percepisco con una particolare forza interiore. Auguro a tutti , prima o dopo, di poter toccare con mano e restare rapiti dalla creta.